di
Enrico Marro
Confesercenti: per le famiglie conto aumentato di 700 milioni. L’opposizione: governo fermo
Il caro-carburanti al centro di un vertice, ieri, tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo gli ultimi dati: la benzina che sfiora i 2 euro al litro (per la precisione, 1,968) e il diesel 2,161 euro sulla rete stradale mentre entrambi costano più di due euro al litro in autostrada: 2,059 euro la benzina e 2,228 il gasolio. E si tratta, è bene ricordarlo, dei prezzi medi in modalità self service (il servito costa di più). Cifre, diffuse ieri dall’Osservatorio sui prezzi del ministero delle Imprese, che certificano nuovi record delle quotazioni. Il Codacons sottolinea che «in tre settimane il prezzo medio del gasolio è salito di 27,9 centesimi di euro sulla rete ordinaria e di 26 centesimi in autostrada mentre la benzina è rincarata di 16,5 centesimi», con la conseguenza che un pieno di diesel «costa oggi ben 14 euro in più rispetto al 3 luglio scorso quando è scaduto l’ultimo taglio delle accise, mentre un pieno di benzina costa 8,25 euro in più».
L’incontro Meloni-GiorgettiSecondo Confesercenti il rincaro dei carburanti a luglio e agosto si traduce in una maggior spesa per le famigli e «di 700 milioni di euro», con un impatto negativo sulle vacanze. Per fare il punto della situazione e delle misure da prendere Meloni ha visto ieri il ministro Giorgetti. Al centro delle valutazioni anche l’eventuale attivazione del meccanismo di «accisa mobile», che potrebbe far scattare uno sconto sul prezzo alla pompa, ma non tale da compensare del tutto gli aumenti di luglio, secondo le associazioni dei consumatori, che chiedono interventi più efficaci. In rialzo anche le quotazioni del gas, che ieri al mercato di Amsterdam, ha chiuso con un aumento del 2,7% a 63,6 euro al megawattora. Dall’inizio del mese le quotazioni sono così aumentate di oltre il 50% (dai 40 euro al megawattora del primo luglio), ponendo le basi per nuovi aumenti delle bollette.












