L’estate torrida del governo Meloni – e parte del consenso nei confronti dei partiti di maggioranza – si gioca sul prezzo alle stelle di benzina e diesel. Oggi alle 17:30 il Consiglio dei ministri si riunirà per varare intanto un intervento ponte sul costo del gasolio. Successivamente, alla luce dei dati sull’extragettito Iva di luglio, è atteso un secondo intervento in base al meccanismo dell’accisa mobile. Oggi stando ai dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy il prezzo medio dei carburanti è a 1,982 euro al litro per la benzina e 2,185 al litro per il gasolio. Questo è il costo in modalità self service lungo tutta la rete stradale nazionale. Per quanto riguarda la rete autostradale, invece, il prezzo medio del fai-da-te è di 2,071 euro al litro per la benzina e 2,255 al litro per il gasolio.
Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, al Corriere della Sera dice che “il governo ha fatto di tutto per calmierare il prezzo dei carburanti ed evitare che i costi ricadano sul potere d’acquisto delle famiglie”. “Tutto quello che si può ancora fare lo faremo. Anche se va fatto con grande prudenza visto che la circostanza è complicata e non sappiamo cosa potrebbe accadere tra tre giorni nello stretto di Hormuz”. Per quanto riguarda le accise mobili, che “esistono dal 2008 ma non sono mai state utilizzate”, sostiene, anche se il governo Draghi nel 2022 l’ha fatto. Il governo Meloni è stato il primo a intervenire per renderle utilizzabili”. Al momento però “è in atto una verifica per poterle usare, infatti per stabilire i ricavi dell’Iva derivanti dall’aumento del costo dei carburanti occorrono almeno due mesi. Gli aumenti e i ribassi del prezzo si susseguono velocemente e non permettono di agire subito”. Ma “ci stiamo lavorando” e allo stesso modo “ci stiamo adoperando per misure speciali sul carburante attraverso le social card”.











