Il governo Meloni ha deciso di non prorogare lo sconto da 6 centesimi al litro su diesel e benzina. Con le accise tornate a pieno regime, sono già scattati i primi rialzi. Secondo il Mimit oggi sulle strade nazionali la benzina è salita a 1,820 euro al litro, mentre il gasolio è aumentato a 1,899 euro al litro.
Confermato lo stop al taglio delle accise. Il governo Meloni ha deciso di non prorogare lo sconto da 6 centesimi al litro su diesel e benzina, chiudendo così una stagione di interventi avviata lo scorso marzo a seguito della crisi energetica innescata dalla guerra in Iran. Con le accise tornate a pieno regime, i prezzi dei carburanti hanno già subito i primi rialzi. Secondo le associazioni fare un pieno potrebbe costare fino a 3 euro in più.
Il primo intervento del governo era arrivato lo scorso marzo, con una riduzione delle accise su benzina e gasolio di 25 centesimi al litro. Nei mesi successivi, la misura è stata prorogata ma di volta in volta il taglio è stato ridotto, arrivando ai 5 centesimi dell'ultimo intervento. Ieri, lo sconto è definitivamente scaduto. Le accise su benzina e gasolio dunque sono tornata al livello fissato dalla legge: 0,6729 al litro. L'effetto della mancata proroga è stato immediato. Come preventivato, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire. Secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi sabato 4 luglio 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,820 euro al litro per la benzina (ieri era di 1,803 euro al litro) e 1,899 euro al litro per il gasolio (contro l'1,882 euro al litro di ieri). Lo stesso sulla rete autostradale: il prezzo medio self è di 1,907 euro al litro per la benzina (1,894 ieri) e 1,978 euro al litro per il gasolio (1,968 ieri). Parliamo quindi di un rincaro di circa 1,7 centesimi.












