Il Consiglio dei ministri ha prolungato il taglio delle accise sul gasolio. Da venerdì 7 agosto, fino al 25 agosto, resta in vigore lo sconto sulle imposte da 17 centesimi al litro. Nessuna misura per la benzina, arrivata ormai a 2 euro al litro.
Il governo Meloni ha prolungato il taglio delle accise sul gasolio varato a fine luglio, uno sconto di 17 centesimi sul diesel che resterà in vigore fino al 25 agosto. La misura è arrivata dopo giorni frenetici in cui l'esecutivo ha dovuto trovare i soldi necessari per rinnovare il taglio delle accise attualmente in vigore, mentre il prezzo dei carburanti al distributore continuava a salire.
Fino all'ultimo, prima del Consiglio dei ministri iniziato attorno alle ore 18, non era chiaro come il governo si sarebbe mosso. Era concreta l'ipotesi di rinviare tutto. Il problema principale, infatti, era che i fondi a disposizione sembravano non bastare per prolungare in modo significativo il brevissimo taglio delle accise (in vigore fino al 6 agosto) introdotto poco più di una settimana fa. Alla fine invece lo sconto è stato confermato: essendo lo stesso importo già tagliato oggi, niente cambierà per i prezzi alla pompa. Il governo per tagliare le tasse su benzina e gasolio può usare il cosiddetto extragettito Iva, ovvero i soldi ‘in più' che l'amministrazione pubblica ha incassato grazie ai rincari del carburante. Una parte del prezzo che gli automobilisti pagano al distributore viene poi versato allo Stato, e quei soldi si possono reinvestire per aiutare gli automobilisti stessi. Ma di soldi, per tagliare le accise, ne servono parecchi. Basta pensare che l'ultimo sconto (17 centesimi, solo sul gasolio, per appena dieci giorni) è costato circa 125 milioni di euro. E che finora il governo ha già speso oltre 2,1 miliardi di euro dall'inizio dell'anno per questo tipo di misure. Nonostante questo, oggi la benzina costa in media 1,999 euro al litro, mentre il gasolio è risalito a 2,100 euro al litro. Senza tagli delle accise, sfiorerebbe i 2,30 euro al litro.












