Open Internet non significa più soltanto impedire che un operatore blocchi o rallenti determinati contenuti. La neutralità della rete entra ora nella struttura delle offerte, nei limiti di velocità, nelle tecniche di gestione del traffico e nella scelta degli apparati. Investe anche il 5G, il network slicing e la qualità percepita dagli utenti.La Commissione europea ha pubblicato per il nono anno consecutivo i rapporti elaborati dalle autorità nazionali delle telecomunicazioni. I documenti coprono il periodo compreso tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile 2026. Confluiranno nel rapporto europeo che il Berec prevede di completare entro la fine dell’anno.La raccolta offre una fotografia decentralizzata dell’applicazione del regolamento Ue 2015/2120. Tuttavia, il suo valore supera la semplice rendicontazione. I rapporti mostrano come la vigilanza stia seguendo l’evoluzione tecnologica e commerciale del mercato. Inoltre, preparano il terreno per un’applicazione più uniforme delle regole nei diversi Paesi.Il caso italiano evidenzia bene questo passaggio. L’Agcom ha concentrato l’attività su trasparenza contrattuale, libertà di scelta dei terminali, qualità misurabile e correttezza delle comunicazioni commerciali. Al tempo stesso, l’Autorità ha iniziato ad affrontare le implicazioni del 5G e delle nuove architetture di rete.Indice degli argomenti
Open Internet, la vigilanza cambia passo
Open Internet, i regolatori Ue rafforzano i controlli su trasparenza, qualità, 5G, gestione del traffico e libertà di scelta degli utenti.















