| 23 Luglio 2026 18:02 |
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(Adnkronos) – L’Europa sta entrando in un nuovo ciclo regolatorio nel quale le regole non si limitano più a correggere i mercati, ma contribuiscono direttamente a crearli e a indirizzare gli investimenti. È la tesi sviluppata da Laura Rovizzi, amministratrice delegata di Open Gate Italia, nel suo intervento alla conferenza “Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea”, organizzata con Adnkronos al Palazzo dell’Informazione di Roma.
Il cambio di paradigma nasce, secondo Rovizzi, da due documenti pubblicati nel 2024: il Libro bianco sulle infrastrutture digitali e il rapporto Draghi sulla competitività. Il messaggio comune può essere sintetizzato così: la connettività non è più soltanto un mercato da regolare, ma un’infrastruttura strategica da governare. A partire da questa impostazione, la Commissione ha messo in campo in pochi mesi un insieme di proposte che investe l’intera catena del valore digitale.
Dna, Cybersecurity Act 2, Cada e Chips Act 2 compongono un puzzle che va dalle reti ai servizi cloud, dalla sicurezza delle catene di approvvigionamento alla capacità produttiva nei semiconduttori. Per Rovizzi, è un passaggio paragonabile per ampiezza al ciclo regolatorio avviato tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, quando l’obiettivo europeo era liberalizzare i mercati e aprirli alla concorrenza. Oggi la direzione è diversa: l’Unione vuole governare dipendenze, provenienza delle tecnologie, infrastrutture critiche e capacità industriale.








