| 23 Luglio 2026 18:02 |
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(Adnkronos) – Il Digital Networks Act segna un cambio di passo nella politica europea, perché mette competitività e attrazione degli investimenti al centro del nuovo quadro per le telecomunicazioni. Ma l’armonizzazione del mercato non deve trasformarsi in un accentramento politico delle decisioni nella Commissione europea. È la posizione espressa da Francesco Torselli, europarlamentare di Fratelli d’Italia e shadow rapporteur del Dna, alla conferenza organizzata da Adnkronos e Open Gate Italia.
Il punto più delicato riguarda la gestione dello spettro, le licenze e il ruolo finale di Bruxelles. Per Torselli, sarebbe stato più comprensibile rafforzare un organismo tecnico; la proposta affida invece maggiori poteri alla Commissione, che è un organo politico. Il rischio è che l’uniformità europea non tenga conto delle peculiarità nazionali, degli investimenti già realizzati e delle eccellenze sviluppate dai singoli Paesi.
L’Italia, ha ricordato, ha costruito competenze avanzate in cybersicurezza, cloud e tecnologie quantistiche. Difenderle non significa opporsi al mercato unico o conservare tecnologie obsolete. Significa riconoscere che imprese e istituzioni hanno investito rispettando il quadro normativo vigente e che una nuova disciplina non può cancellare senza transizione ciò che è stato costruito.











