<p>La sentenza della Corte d’Appello di Milano che impone lo stop dell’area a caldo di Acciaierie d’Italia entro 90 giorni <strong>non fa arretrare Jindal Steel</strong>.
Alla vigilia del tavolo convocato martedì mattina, 28 luglio, a Palazzo Chigi con governo, commissari e sindacati, il gruppo indiano - indicato dall’esecutivo come l’acquirente più idoneo - conferma di <strong>voler portare avanti l’acquisizione dell’ex Ilva</strong>, compreso l’intero perimetro industriale, area a caldo inclusa.
Una presa di posizione attesa <a href="https://www.milanofinanza.it/news/ex-ilva-veleni-e-amianto-a-taranto-arriva-l-ultimatum-di-90-giorni-prima-della-chiusura-dell-area-a-202607271614276740">dopo il terremoto provocato dal provvedimento</a> dei giudici, che nelle ultime ore aveva rimesso in discussione una trattativa ormai considerata in dirittura d’arrivo. </p> <p> </p> <p>In una nota diffusa a poche ore dal vertice, il gruppo guidato da<strong> Naveen Jindal</strong> conferma «il proprio impegno a portare avanti l’acquisizione del perimetro della ex Ilva di Taranto e Acciaierie d’Italia, inclusivo <strong>sia dell’area a freddo sia dell’area a caldo</strong>», precisando però che l’operazione resta subordinata alla definizione degli accordi necessari, compresa la realizzazione di un <strong>nuovo forno elettrico carbon free a Taranto</strong>.











