Nella grande maggioranza dei casi (77%) si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. I dati sono resi noti in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, in programma il 30 luglio
Sono circa 9.500 complessivamente le vittime di tratta identificate nel 2024 nei Paesi dell’Unione Europea, per lo più in Francia e in Italia, seguiti da Paesi Bassi e Germania. Di questi, i minorenni rappresentano il 16% del totale, con 1.555 vittime sotto i 18 anni, in aumento rispetto al 2023 quando le vittime minorenni di tratta costituivano il 12,8% del totale, pari a 1.358 bambine, bambini e adolescenti. Nella grande maggioranza dei casi (77%) si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. Tra i minori il maggior numero di identificazioni si registra in Francia, con 488 casi, seguita da Romania (333) e Germania (230). A fornire i dati è Save the Children in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani del 30 luglio. In Italia le vittime minorenni identificate nel 2024 sono 65, corrispondenti al 3,4% del totale delle vittime di tratta individuate. In poco più di un caso su due (54%) si tratta di bambine e adolescenti, pari a 35 minorenni. Nel nostro Paese la tratta e lo sfruttamento dei minori continuano a rappresentare una realtà per lo più sommersa, che coinvolge sia flussi migratori internazionali – in quanto territorio crocevia di transito e destinazione di minori vittime di tratta - sia contesti interni di vulnerabilità sociale. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2022, più di una vittima su tre di tratta risulta minorenne (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti).






