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Redazione Online
Il report dell'organizzazione in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani: «Occorre intervenire sulle condizioni di vulnerabilità dei soggetti e rafforzare gli strumenti di protezione»
Una delle piaghe più drammatiche del nostro tempo, definita dagli esperti un fenomeno sommerso e difficile da tracciare. Sono circa 9.500 le vittime di tratta identificate nel 2024 nei Paesi dell’Unione Europea, per lo più in Francia, Italia, Paesi Bassi e Germania. I minorenni rappresentano il 16% del totale dei casi, con 1.555 vittime sotto i 18 anni, in aumento rispetto al 2023 quando costituivano il 12,8% del totale (1.358), con una prevalenza di bambine e ragazze (il 77% dei casi). A denunciare l'emergenza è il nuovo rapporto Piccoli Schiavi Invisibili - Little Invisible Slaves di Save The Children, che analizza evoluzione, cause e nuove modalità del fenomeno. Il report è pubblicato in occasione del 30 luglio, Giornata Mondiale contro la Tratta di Persone, istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale dell'Onu.
IL FOCUS SULL'ITALIANello specifico, lo studio mette in evidenza come in Italia le vittime minori identificate nel 2024 siano 65 (il 3,4% del totale): in poco più di un caso su due (54%) si tratta di bambine e adolescenti, pari a 35 minorenni. Nel nostro Paese tratta e sfruttamento coinvolgono sia flussi migratori internazionali che contesti interni di vulnerabilità sociale. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2022, risulta minorenne più di una vittima di tratta su 3 (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte), anche se il dato risulta probabilmente sottostimato. E ancora, nel 2025 il Sistema Nazionale Antitratta ha valutato le segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in più rispetto al 2024 (quando erano 2.853): di queste, 174 riguardano minorenni, in lieve aumento rispetto al 4,9% registrato l’anno precedente, provenienti soprattutto dal Bangladesh e dall’Egitto. Le minorenni di sesso femminile provengono principalmente dalla Nigeria. Le principali regioni di emersione sono Sicilia (59 casi) ed Emilia-Romagna (41 casi). Nei primi sei mesi del 2026 in Italia sono state segnalate 1.581 persone, tra cui 95 minorenni (il 6% del totale). In questo periodo si conferma, in maniera ancora più marcata, la prevalenza di minori di sesso maschile (80, ovvero l’84% dei minorenni, per lo più diciassettenni e provenienti prevalentemente dal Bangladesh). Le minorenni sono 15, per lo più tra i 16 e i 17 anni, e presentano provenienze geografiche diversificate.







