HomeEconomiaEx Ilva, stop dei giudici all’area a caldo. Jindal conferma: sì all’acquisizioneAccolto il ricorso dei cittadini: produzione in 90 giorni se non verrà eliminato l’amianto. Dal governo altri 100 milioniGiancarlo Giorgetti, 59 anni, ministro dell’Economia e delle FinanzeRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciL’ex Ilva torna al centro del dibattito, con la Corte d’Appello di Milano che ieri ha ordinato lo spegnimento dell’area a caldo entro 90 giorni a causa del superamento delle polveri sottili e del rischio amianto. La decisione arriva accogliendo il reclamo presentato da un gruppo di cittadini e da un bambino affetto da una rara mutazione genetica. Il verdetto sottolinea la persistenza del pericolo per la salute pubblica legato al "progressivo ammaloramento dello stabilimento".

Una decisione che, a detta del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, "stravolge la fase di cessione che era abbastanza avanzata". In questo momento, rileva il Tesoro, si rischia di "cambiare completamente le condizioni della vicenda". Ma lo stop forzato pare non aver congelato le trattative di vendita della fabbrica a gruppi privati, come gli indiani di Jindal o gli americani di Flacks Group. Tanto è vero che, proprio ieri notte, il gruppo Jindal ha confermato il proprio interesse per l’acquisizione, sia per l’area a freddo sia per l’area a caldo, prevedendo anche la realizzazione di un nuovo forno carbon free. È quanto si legge in una nota diffusa dall’advisor legale Chiomenti, in cui Ilva sottoline che l’impegno è subordinato alla definizione dei relativi accordi.