Respinto il ricorso di un padre che chiedeva di poter tenere i figli anche il lunedì perché poteva lavorare da casa

La possibilità di lavorare in smart working due lunedì al mese non è bastata a un padre per ottenere più tempo con i figli. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’uomo, che chiedeva di modificare il calendario degli incontri e di trasferire la collocazione prevalente dei due bambini dalla casa della madre a Vicenza alla propria abitazione di Milano. Per i giudici, il lavoro da remoto non era stato descritto in modo abbastanza preciso e non superava l’esigenza dei minori di avere un ambiente stabile e di riprendere regolarmente la scuola ogni lunedì. La decisione è contenuta nell’ordinanza 24005/2026 della prima sezione civile.

Il caso della famiglia divisa tra Vicenza e Milano

La vicenda riguarda due bambini nati nel 2017. Nel 2019 il Tribunale aveva disposto l’affidamento condiviso, stabilendo però che vivessero con la madre a Vicenza. Il padre poteva tenerli con sé a Milano un fine settimana ogni quindici giorni, dal giovedì sera alla domenica, oltre che durante parte delle vacanze. Doveva inoltre versare 3mila euro al mese, ossia 1.500 euro per ciascun figlio, e sostenere il 75% delle spese straordinarie.