Secondo l'Inps, lo smart working può aiutare a fare più figli. Il lavoro da remoto, rileva l'istituto guidato da Gabriele Fava nel XXV Rapporto annuale presentato oggi a Montecitorio, è associato a una più alta probabilità di diventare madri e di avere un ulteriore figlio e riduce fino all'87 per cento la “child penalty”, ossia la penalizzazione economica che colpisce le donne dopo che diventano madri. Il dato emerge dal capitolo che il Rapporto dedica alla valutazione delle politiche familiari degli ultimi anni, un esercizio condotto sugli archivi contributivi dell'istituto che consegna alla politica una mappa di cosa funziona, e a quale prezzo, nel contrasto alla denatalità.Il punto di partenza è un’asimmetria che l'Inps documenta con due valutazioni: da un lato i trasferimenti monetari possono aumentare le nascite, dall’altro rischiano di indebolire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro – e già oggi il tasso di occupazione femminile italiano è inferiore sia alla media dell’area euro sia a quella dell’area Ocse. L'Assegno unico e universale, per esempio, aumenta di 0,5 punti percentuali la probabilità di avere un secondo figlio, ma riduce di 1,15 punti la probabilità che la madre resti occupata, con effetti più marcati per le donne a inizio carriera (le stime riguardano le madri occupate nel settore privato non agricolo). Inoltre, l'effetto positivo sulla natalità si ottiene solo per le famiglie di fascia intermedia dell'Isee e, scrive l'Inps, è trainato dalle madri residenti al nord, dove i salari sono più alti e i servizi per l'infanzia più disponibili. Il caso del Bonus Bebè della Sardegna (600 euro al mese per il primo figlio fino ai cinque anni e 400 euro dal figlio successivo nei comuni sotto i 3 mila abitanti) porta a risultati analoghi: secondo il rapporto le nascite sono aumentate di circa il 21 per cento nel biennio 2023-2024, ma tra le madri che hanno avuto un altro figlio la probabilità di essere occupate è scesa di 11 punti percentuali, circa un quarto in meno rispetto alle madri dei comuni esclusi dal sussidio.Il lavoro da remoto invece agisce come “strumento di conciliazione vita-lavoro”. Dal 2021 (prima della pandemia il lavoro da remoto era pressoché inesistente), le madri che dopo il parto hanno potuto lavorare da casa hanno guadagnato tra i 1.100 e i 1.300 euro in più nell'anno successivo alla nascita rispetto alle altre madri, rileva l'Inps. Questo perché, potendo conciliare meglio la crescita dei figli e il lavoro, fanno meno ricorso al congedo parentale, lavorano quasi una settimana in più nell'anno dopo la nascita e restano più spesso a tempo pieno. In media una madre perde 5 mila euro di reddito l’anno dopo un figlio, ma chi ha un contratto che consente il lavoro da remoto ne recupera circa 4.400 (l'87 per cento) secondo l’Inps. Gli effetti sono positivi anche quando è il padre a poter lavorare da remoto. In questo caso il reddito della madre sale di 300-600 euro, un effetto che il Rapporto definisce "sorprendentemente simile" a quello della flessibilità della madre stessa.Il tema ovviamente riguarda anche le pensioni. Con la fecondità già ai minimi, un’occupazione ai massimi storici e una spesa pensionistica già molto elevata (371 miliardi di euro), se le donne restano o tornano ai margini del lavoro vuol dire che il sistema perde una parte della sua base contributiva, mentre invece cerca di aumentarla con le politiche familiari. "La denatalità non si contrasta con una misura sola - ha detto il presidente Fava presentando la relazione -. Richiede un ecosistema fatto di lavoro stabile, salari adeguati, servizi all’infanzia, congedi, flessibilità, parità di genere, accessibilità digitale, prossimità territoriale e cultura della condivisione”.
Per l'Inps lo smart working aiuta a fare più figli
Nel suo rapporto annuale l'istituto sostiene che il lavoro da remoto taglia dell'87 per cento la penalizzazione economica della maternità e impatta sulle scelte riproduttive. Mentre politiche familiari come l'Assegno unico e il Bonus bebè della Sardegna aumentano le nascite ma riducono l'occupazione delle madri









