di
Valentina Iorio
Ad analizzare gli effetti del «Bonus bebè Sardegna» introdotto dalla Regione nel 2022 per provare a contrastare il declino demografico è il XXV rapporto Inps
Per provare a contrastare il declino demografico, che la colloca tra le regioni europee con i livelli di fecondità più bassi in assoluto, la Regione Sardegna nel 2022 ha introdotto il «Bonus bebè Sardegna». Il beneficio è indipendente dal reddito familiare e cumulabile con l’Assegno unico, rendendo il sostegno complessivo generoso. «Le famiglie beneficiarie ricevono, infatti, 7.200 euro all’anno fino ai cinque anni di età del bambino, per un totale di 36.000 euro per il primo figlio e 24.000 euro per i successivi», evidenzia l’Inps nel XXV Rapporto annuale.
Il bonus favorisce le nasciteSecondo l’analisi dell’Inps il bonus ha avuto un impatto significativo sulla fecondità, ma non sull’occupazione femminile. «Troviamo evidenza di un effetto positivo e statisticamente significativo della politica, pari a un aumento medio di poco superiore a 0,3 nati al mese nei comuni immediatamente al di sotto della soglia di eleggibilità. Tale stima risulta stabile all’inclusione di controlli aggiuntivi e implica un incremento annuale di circa 3,6 nati (0,3 × 12) nei co muni prossimi alla soglia dei 3.000 abitanti. Poiché il numero medio mensile i nati nei comuni trattati nel periodo post-intervento è pari a 1,44, l’effetto stimato corrisponde a un aumento delle nascite di circa il 21%», si legge nel rapporto.







