Gli incentivi economici alle famiglie, come l'assegno unico e universale e altri bonus alla natalità, possono favorire un aumento ("seppur contenuto") delle nascite, ma rischiano di ridurre la partecipazione delle madri al mercato del lavoro se non accompagnati da interventi complementari. Lo sottolinea l'Inps nel rapporto annuale spiegando che al contrario, strumenti come il Bonus asilo nido e il lavoro da remoto si rivelano particolarmente efficaci nel sostenere l'occupazione femminile, riducendo i costi e le difficoltà legati alla cura dei figli. In particolare, l'accesso al bonus asilo nido ha determinato un aumento della probabilità di occupazione per le madri di circa 6 punti percentuali. Il lavoro da remoto si conferma uno strumento efficace per ridurre fino all'87% la 'child penalty', ovvero la penalizzazione delle carriere derivante dall'avere un figlio, e per aumentare le retribuzioni (fino a 1.300 euro in più nell'anno successivo alla nascita). Secondo l'Inps, si riscontrano inoltre "effetti positivi anche sulla fecondità". "Il tema della natalità non può essere affrontato solo con trasferimenti monetari. - ha spiegato nel corso della presentazione del rapporto il presidente Gabriele Fava - La decisione di avere un figlio dipende anche dalla stabilità del lavoro, dalla possibilità di conciliare tempi di vita e tempi professionali, dalla disponibilità di servizi per l'infanzia, dalla distribuzione dei carichi di cura tra madri e padri". Per questo motivo negli ultimi anni è stato potenziato il Bonus asilo nido: l'utilizzo della misura è passato dal 4% dei potenziali beneficiari nel 2017 a oltre il 35% nel 2025, ha evidenziato il presidente. "E' una crescita molto rilevante, ma il dato va letto fino in fondo. Le famiglie con Isee più basso continuano spesso a usare meno la misura, perché vivono in contesti nei quali l'offerta di servizi è più debole, il lavoro è più instabile, il ritorno economico dell'occupazione femminile è più incerto. Una misura formalmente universale può produrre risultati diseguali se i territori non offrono le stesse condizioni di accesso". "Lo stesso vale - ha aggiunto - per il lavoro agile, pressoché inesistente prima del 2020 e oggi presente in una parte significativa dell'organizzazione del lavoro. Quando ben utilizzato, può contribuire a ridurre la penalizzazione economica legata alla maternità e a favorire una maggiore condivisione dei carichi familiari. E' uno degli strumenti che possono attenuare la frattura tra genitorialità e lavoro. La denatalità non si contrasta con una misura sola. Richiede un ecosistema fatto di lavoro stabile, salari adeguati, servizi all'infanzia, congedi, flessibilità, parità di genere, accessibilità digitale, prossimità territoriale e cultura della condivisione. In questa logica, l'Inps può avere una funzione essenziale. Rendere i sostegni alla famiglia, alla genitorialità e alla cura più leggibili, più semplici, più vicini, più integrati".
Inps, assegno unico frena il lavoro femminile, meglio bonus nidi e smart working - PMI - Ansa.it
Dal 1995 ad oggi 7 anni e 3 mesi in più per andare in pensione (ANSA)









