di

Enrico Marro

Il governo studia l’intervento con sconti maggiori sul diesel, fino a 24 centesimi al litro, 6 sulla benzina. Tra le ipotesi anche un bonus sulla social card per i redditi bassi

Anche il prossimo taglio delle accise, ovvero le tasse che gravano oltre all’Iva sui carburanti, dovrebbe essere differenziato, come quello deciso dal governo il 30 aprile scorso: lo sconto sarebbe, come allora, maggiore per il diesel (fu di 20 centesimi al litro, che diventavano 24,4 sul prezzo finale alla pompa, considerando la minore incidenza dell’Iva) e minore per la benzina (5 centesimi che salivano a 6,1 con l’Iva). Questo perché, oggi come tre mesi fa, sono i prezzi del diesel a correre molto rispetto a quelli della benzina: quasi 30 centesimi in più al litro dal primo luglio a oggi contro i circa 17 centesimi di aumento della verde.

Obiettivo: prezzi dei carburanti sotto i 2 euroSe il governo replicasse la scelta del decreto di fine aprile, riuscirebbe a riportare sotto la soglia psicologica dei due euro entrambi i carburanti, che nel fine settimana hanno segnato (prezzi medi self service rilevati dall’Osservatorio del ministero delle Imprese) 1,981 euro al litro per la benzina e 2,184 euro per il gasolio sulla rete stradale e, rispettivamente, 2,071 e 2,255 sulle autostrade, quindi ancora in leggero aumento rispetto al venerdì.