HomeMagazineTeatri condominiali. Patrimonio UnescoDieci gioielli del XVIII e XIX secolo tra Marche, Emilia-Romagna, Umbria. Teatro Giovanni Battista Pergolesi di Jesi, costruito tra il 1790 e il 1798Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciIl Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco nel corso della 48ª sessione svoltasi a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026, ha iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale “Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale“. Una decisione accolta dal ministro della cultura Giuli "con orgoglio e soddisfazione"; un riconoscimento che "consolida il primo posto dell’Italia nella classifica dei siti Unesco – ha detto la premier Meloni –, primato che ci inorgoglisce e che ci sprona a fare sempre di più e meglio".
I teatri condominiali all’italiana, nati tra il XVIII e il XIX secolo, sono un fenomeno culturale e sociale tipico del centro della penisola e segnano il momento in cui il teatro e l’opera da evento esclusivamente per nobili, aristocrazia e notabili diventa patrimonio della comunità. Costituiscono un fenomeno peculiare nella storia dell’architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale perché si trattava del primo esperimento in cui istituzioni e gruppi di privati gestivano insieme un patrimonio per la comunità. Sono piccoli gioielli architettonici, al centro di borghi e cittadine a cavallo dell’Appennino, nati dalla partecipazione diretta dei cittadini che ne condividevano la proprietà, la gestione e la fruizione, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della vita culturale e sociale dei territori. Si tratta di un patrimonio diffuso, composto da edifici di dimensioni ridotte e di particolare eleganza, testimonianza di una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità.










