Da poche ore, dieci teatri del centro Italia sono entrati nel patrimonio Unesco. Ben otto si trovano nelle Marche: Jesi, Ascoli Piceno, Offida, Fermo, San Severino, Macerata, Fabriano, Urbania. Sono i cosiddetti ‘teatri condominiali’, cioè fondati tra il 1700 e il 1800 da gruppi di privati e di amministratori locali che si univano in società condominiali per programmare spettacoli al di fuori delle dimore aristocratiche. Li conosce quasi tutti il soprano Marta Torbidoni, che è marchigiana, e con una carriera in corsa sempre più rapida dopo il debutto alla Scala nella "Norma" di Bellini, l'anno scorso. Si è innamorata del melodramma proprio in uno di questi teatri, il ‘Pergolesi’ di Jesi, e da qui ha poi cominciato il suo percorso professionale con concerti e opere in tante sale dei dintorni. “Una notizia felice che i 'miei' teatri abbiano ottenuto un tale riconoscimento. Edifici bellissimi per architettura, depositari di una tradizione culturale che ha segnato questi territori, e che oggi sono vivi grazie al lavoro di tante persone che continuano a portarne avanti la storia, guardando al futuro".

Marta Torbidoni durante la messa in scena de "Il trovatore" di Giuseppe Verdi allo Sferisterio di Macerata