Dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio, a Fano, ora le Marche della cultura guardano a Oriente. A Busan, in Corea del Sud, si è infatti riunita la 48esima sessione del Comitato del patrimonio mondiale Unesco, che dovrà esaminare, tra le altre, la candidatura a patrimonio dell'umanità di quattordici teatri storici marchigiani - con due umbri e altrettanti romagnoli - compresi nel 'Sistema dei teatri condominiali all'italiana tra XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale'. Il dossier di candidatura per il sito seriale tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria è stato presentato dal ministero della cultura con la Regione a gennaio dell'anno scorso.
Comprende un insieme di teatri selezionati per caratteristiche tipologiche (teatri condominiali o delle accademie, finanziati dai proprietari dei palchetti), stilistiche e costruttive affini. Nella lista delle Marche, per citarne qualcuno, ci sono il teatro Gioachino Rossini di Pesaro, il teatro della Fortuna di Fano, il Pergolesi di Jesi, il Gentile da Fabriano di Fabriano, il Lauro Rossi di Macerata, il Vaccaj di Tolentino, il teatro Dell'Aquila di Fermo e il Ventidio Basso di Ascoli. In Emilia-Romagna il teatro Carlo Goldoni di Bagnacavallo e il teatro Angelo Mariani di Sant'Agata Feltria, in Umbria il teatro sociale di Amelia e il Gian Carlo Menotti di Spoleto.











