Quando muore a Milano nel luglio del 2017 e la Gazzetta di Mantova la definisce in un commosso articolo di commiato “l’Artusi del Novecento”, Anna Gosetti della Salda ha girato la boa dei 101 anni e ha avuto davvero una vita pienissima di traguardi raggiunti. Era nata del 1916 a Viadana, un paese lombardo che confina con i comuni di Parma, Cremona e Reggio Emilia, da un papà magnàn, come si diceva in dialetto, cioè uno stagnino che riparava pentolame, di nome Anselmo, e da mamma Maria Della Salda, di una famiglia di formaggiai. Seconda di tre sorelle, come nelle fiabe, quando avrà bisogno di fare bella figura Anna si migliorerà il cognome: al Gosetti paterno attacca quello di mammà. «Scrivevano di cucina le contesse, così mi sono aggiunta il cognome della mamma, della Salda, con la “d” minuscola, che dava un tono nobiliare» racconterà candidamente. Bisogna riconoscere che Anna Gosetti della Salda suona proprio bene.

Tre sorelle una forza unica

Ed è da subito un’avventura: le tre sorelle Gosetti negli anni Trenta si trasferiscono nella Milano piena di promesse di quel periodo che precede la Seconda guerra mondiale. A proposito di destini fatali, in via san Paolo 11 dove abitano, nella bella casa elegante alla quale hanno però accesso dall’ingresso di servizio («Noi eravamo in affitto, si entrava dalla parte del cuoco»), Anna riceve come abbonata una rivista che le piace tanto e che si chiama La cucina italiana. Almeno finché la guerra non costringerà a cessare le pubblicazioni.