Scrittrice, poetessa, fotografa, autrice per il teatro, docente a Ca’ Foscari: Anna Toscano, scomparsa ieri a 55 anni, era una figura poliedrica. A dare la notizia della sua morte un post sui social del marito, il poeta Gianni Montieri: «Anna, la mia Anna, la mia adorata Anna, da stamattina è libera, è andata. Mi è scivolata dalle dita». Una «ragazza fatta di luce, talento, determinazione, generosità e genio», la definisce, «geniale fino alla fine».

Nata a Treviso nel 1970 e veneziana d’adozione, Toscano viveva in laguna ormai da sette anni. Giornalista e critica culturale oltre che scrittrice, amava raccontare storie di donne, restituendo voce e dignità a biografie spesso marginali o dimenticate. Due anni fa aveva firmato il libro Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza per Electa, diventato un piccolo caso editoriale, nella collana dedicata alle protagoniste del Novecento italiano, facendo il ritratto di una figura fuori dalle righe della cultura e della letteratura italiana del XX. Un omaggio a una scrittrice «fuori asse», come molte delle figure che Toscano sentiva prossime: donne difficili, eccentriche, radicali.

Modesta e Antonio, le due parabole

Antonella Cilento

In una delle sue poesie più belle ha scritto: «Abbattetemi, seppellitemi /dove possa sentire il frusciare /delle pagine dei libri /che ho amato o non ho ancora letto. /Ardetemi, mettetemi /tra gli scaffali di una libreria /bruciatemi con i miei zaini /quaderni e penne e occhiali. /Voglio un’eternità /piena di parole, libere».