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Dal 2022 l’account Instagram Sagre Brutte pubblica locandine di sagre ed eventi paesani italiani, che spesso si fanno notare per le illustrazioni o grafiche amatoriali e dall’estetica discutibile. L’intento della pagina è fare ironia ma anche promuovere questi eventi e dare visibilità ai loro manifesti in quanto prodotto tipico e identitario della provincia italiana. Lo slogan è «poster brutti, sagre belle». Esistono altri progetti simili, come Sagre Fluo (specializzato in un certo tipo di locandine, fluorescenti) o il sito A che sagra vado oggi?, che propone ogni giorno una sagra italiana.
Negli ultimi anni, però, il lavoro di chi cataloga questi contenuti è cambiato radicalmente, perché sempre più spesso la realizzazione di locandine promozionali per le sagre è delegata ai sistemi di intelligenza artificiale generativa. Lo scorso giugno il profilo Instagram SagreFVG, che promuove sagre in Friuli Venezia Giulia, ha pubblicato un post su questo «preoccupante trend», che si concludeva così: «Capiamo tutto, certo. Poco tempo, pochi soldi. Ma ecco, erano più belle quelle brutte».
Anche Lucrezia Cortopassi, amministratrice di Sagre Brutte, preferisce i manifesti vecchio stile: «Quelli erano veri, avevano un autore, delle scelte, per quanto discutibili. C’erano font improbabili, palette di colori improponibili, errori ortografici, i loghi degli sponsor piazzati a caso. Però tutto quel caos aveva un’anima».








