Pubblicato il: 25/07/2026 – 18:30
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Ci sono pagine, dentro le ordinanze dell’inchiesta Epicentro 2 che ha portato a 79 misure cautelari, che somigliano più a un vocabolario che a un atto giudiziario. Gli investigatori si sono trovati davanti ad un lessico che pensavano ormai residuale nel centro di Reggio Calabria: “vangelo”, “santa”, “battezzo”, “mastro di giornata”. Termini che non appartengono al presente della cronaca giudiziaria degli ultimi anni, più concentrata su appalti, estorsioni e narcotraffico, e che invece tornano a occupare pagine intere di intercettazioni. È il procuratore aggiunto Walter Ignazitto, in conferenza stampa, a inquadrare il fenomeno: “Rispetto alle indagini del recente passato registriamo un ritorno a un fenomeno che su Reggio Centro sembrava ridimensionato: quello dei riti e delle regole di ortodossia mafiosa. C’è un ritorno ai rituali di affiliazione e ai conferimenti di doti”.
Un sistema di gradi, non un rito isolato
Chi pensa alla ‘ndrangheta soltanto come a un apparato economico-finanziario, capace di muovere capitali e infiltrarsi negli appalti, rischia di perdere di vista un pezzo essenziale della sua struttura interna. Le doti, per come emergono dalle intercettazioni, funzionano come un vero e proprio ordinamento gerarchico: ogni affiliato occupa una posizione precisa, che può salire attraverso passaggi codificati. La “santa” rappresenta uno di questi avanzamenti di rango. Il “battezzo” è il momento in cui un individuo entra formalmente a far parte dell’organizzazione — un rito distinto dalle doti, che invece scandiscono i gradi successivi all’ingresso. Il “mastro di giornata” è la figura che, all’interno del rito, ne guida lo svolgimento. Non si tratta di terminologia recuperata da vecchi processi e rimasta solo nei libri. Nelle carte compare la voce di un collaboratore di giustizia che descrive la propria affiliazione con dovizia di dettagli: il cerchio degli affiliati, chi materialmente conduceva la cerimonia, chi doveva pronunciarsi a favore dell’ingresso del nuovo membro. È un linguaggio operativo, ancora oggi utilizzato per scandire l’ingresso nei clan e la progressione di carriera al loro interno.









