Pubblicato il: 01/06/2026 – 7:00
di Paola Suraci
Reggio Calabria Un coltello, un santino e il sangue che scorre sulle mani. Un ex ispettore della Questura che passa notizie riservate. E in mezzo, una piazza di spaccio che girava h24 nel cuore del rione Marconi, protetta da gerarchie mafiose e da qualcuno che avrebbe dovuto combatterle. Sono le carte dell’inchiesta che ha portato la Squadra Mobile di Reggio Calabria a eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 31 persone, emessa dal gip del Tribunale Giuseppina Laura Candito su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Per un’altra persona è stata applicata la misura degli arresti domiciliari. A raccontare tutto, nelle oltre seimila pagine del provvedimento, non sono i collaboratori di giustizia. Sono le intercettazioni degli stessi indagati.
«Si è tagliato pure lui ed abbiamo unito sangue con sangue»
Massimo Bevilacqua, detto u Stalliu, ride mentre lo racconta. Ride e parla, intercettato, con Fabio Damiano Abbruzzese e Francesco Carmelo Iamonte. Non sa che ogni parola viene registrata. E così, con la stessa naturalezza con cui si racconta una serata tra amici, descrive la notte in cui è entrato nella ‘ndrangheta. Il tramite è suo fratello Cosimo, detto Pappagallo. È lui a portarlo a Cannavò, all’incontro con quello che nelle intercettazioni viene chiamato «zio Pasquale», esponente di vertice della cosca Libri. Massimo all’inizio non capisce dove sta andando: «Il genero, non lo sapevo io che era coso… lo seppi tramite il “Pappagallo”». Arrivano al bar. Massimo ha un cappello in testa. Glielo fanno togliere. Poi sale. Quello che avviene quella sera è il rito. Il santino in mano, il coltello, il taglio, il sangue che si mescola. Massimo lo descrive senza abbellimenti: «Mi da un… un santo (immaginetta sacra) nella mano, e con la cosa mi taglia qua! ahh! ti giuro sopra i figli miei! si è tagliato pure lui ed abbiamo unito sangue con sangue…». Poi arriva la formula. È il Pappagallo a pronunciarla: «Sei attivo! mi disse: per qualsiasi cosa…, disse: devi essere sempre disponibile!».








