di Gabriele Principato

Undici macaron in sei ristoranti, è lo chef alla guida dei due locali tristellati all’interno degli hotel Cheval Blanc di Parigi e Saint-Tropez. Nel primo, «Plénitude», la lista d’attesa per un tavolo supera i dieci mesi. Nel secondo, «La Vague d’Or», si cucinano i sapori del Mediterraneo. Dal prossimo anno gestirà lo storico Le Manoir aux Quat’Saisons a Oxford

Undici stelle Michelin e trecento dipendenti in sei ristoranti, di cui ben due tristellati, il «Plénitude» di Parigi e «La Vague d’Or» a Saint-Tropez. A Parigi la lista d’attesa per un tavolo supera i dieci mesi e nel 2022 i tre macaron sono arrivati a sei mesi dall’apertura. Gli altri chef francesi lo considerano il cuoco più bravo della sua generazione. Eppure Arnaud Donckele, classe ’77, non ha l’atteggiamento da star che spesso caratterizza i top chef. E se gli si chiede quale è il segreto di un successo così dirompente sorride, alza le spalle e risponde: «L’ossessione. La tenacia di provarci e riprovarci ancora, fino a raggiungere la perfezione». Ora sta per prendere in mano ad Oxford Le Manoir aux Quat’Saisons, lo storico hotel Belmond fondato dal leggendario Raymond Blanc.

Sarà la sua prima insegna fuori dalla Francia. «Apriremo nel 2027, ci lavoriamo da quasi due anni. La struttura ha sei ettari di orti e frutteti, per me è un sogno che si realizza».