Ricordate “Indovina chi?” il famoso gioco degli anni ’80? Provate a indovinare il personaggio di questo quiz con cinque parole chiave: Ristorazione, Ospitalità, Francia e Filosofia. Se la risposta è Laurent Gardinier, avete vinto. Colto, empatico e grande conoscitore dell’hotellerie e della ristorazione globale è a capo dell'universo Relais & Châteaux e guida un esercito di 580 templi dell’accoglienza sparsi nel pianeta. Per non annoiarsi, insieme ai suoi fratelli, controlla una rete di indirizzi centrali della grande ospitalità francese: il “Domaine Les Crayères” a Reims, scrigno della Champagne che vanta le due stelle Michelin del ristorante “Le Parc”, e “Le Taillevent” a Parigi, vera e propria targa storica della cucina francese.
Laurent Gardinier
La novità
Proprio qui, in un tempio sacro del classicismo parigino, Gardinier ha fatto una scelta forte e controcorrente, affidando le cucine a uno chef italiano, il ligure Giuliano Sperandio, “più francese dei francesi”, secondo Gardinier, chiamato a far vibrare la tradizione con intuizione e contemporaneità. Eppure, per capire come quest’uomo stia scardinando i vecchi codici del lusso, bisogna fare un passo indietro. C’è stato un tempo in cui Gardinier pensava che il suo destino si sarebbe compiuto tra gli scaffali di una biblioteca parigina, a decifrare trattati di filosofia politica. Invece, la sua narrazione ha preferito l’uomo. È proprio tra quei libri che ha avuto la sua epifania: l’ospitalità non è una formula immobiliare, ma un atto umanistico. Per Gardinier, il servizio d'eccellenza deve avere un volto strettamente umano, fatto di empatia, ascolto e connessione profonda tra le persone. Sotto la sua egida, il viaggio contemporaneo ha invertito la rotta: non si sceglie più una stanza e poi una tavola, si sceglie una tavola e le si costruisce una notte intorno. Il ristorante d'hotel smette di essere un rifugio per turisti solitari e diventa un avamposto di resistenza culturale frequentato anche dai residenti, dove la biodiversità e i piccoli produttori locali valgono più di un lampadario di cristallo. Per l’imprenditore francese, il lusso si è spogliato dell’inutile opulenza del passato per farsi manifesto etico: l’incontro sincero tra culture e l’accesso privilegiato a ciò che è autentico, sincero e profondamente vero. Lo abbiamo sentito in esclusiva e ci ha raccontato progetti e idee sul mondo della ristorazione d’hotel che, a suo dire, sta cambiando pelle.







