L'accoglienza. Prima del cibo, dei menu per tutti i gusti e le tasche, del lavoro e della creatività degli chef e delle loro proposte. Quando si va a mangiare fuori l'essere accolti, e nel migliore dei modi, è il valore principale della ristorazione. Non significa certo che il resto non conta, quel che si mette in tavola è essenziale nell'offerta, ma non è l'unica cosa che si valuta quando si va al ristorante. E sempre più spesso ciò che si mangia viene fortemente influenzato dal come lo si mangia. Se ne è parlato nella serata romana di lancio della Giornata della ristorazione che si celebra sabato 17 maggio in tutta Italia ma che ha avuto diverse anticipazioni come l'evento organizzato venerdì 15 nella Capitale nel Salone Margherita, fra scene di film dedicate al cibo (prima fra tutte quella, mitica, in cui Alberto Sordi sfida e poi conquista i provocatori maccheroni) e arie e musiche coinvolgenti.
"Centrale è il fattore umano - ha sottolineato la direttrice de Il Gusto Eleonora Cozzella nell'incontro-confronto sul palco moderato da Marco Bolasco curatore dell’Antologia della Ristorazione Italiana presentata giovedì-. In Italia ci si affeziona a un luogo, un ristorante, un bistrot, un bar in cui si sente dire questa frase straordinaria che non mi è mai capitato di sentire all'estero 'il solito?' e non c'è nulla di più bello perché ti fa sentire importante. Ed è questa la biodiversità culturale, sempre con il filo conduttore dell'accoglienza a tavola".








