La cucina italiana non è un repertorio immobile di ricette, ma un sistema vivo fatto di cultura, memoria e convivialità, in continua evoluzione. È questo il messaggio emerso dall’incontro che ha riunito a Torino chef, produttori, giornalisti ed esperti per riflettere sul ruolo della gastronomia italiana oggi, anche alla luce del percorso verso il riconoscimento Unesco.
Un riconoscimento che, come è stato sottolineato, non rappresenta un punto di arrivo ma una responsabilità: quella di raccontare e valorizzare un patrimonio complesso, fatto non solo di piatti ma di relazioni, territori e saperi. In questo contesto, l’alta cucina gioca un ruolo centrale, contribuendo a costruire reputazione, ricerca e prestigio internazionale.
Daniele Scaglia, general manager della guida Gault&Millau Italia
Torino, con la sua storia e il suo fermento contemporaneo, si candida a essere uno dei poli chiave di questo processo. Non a caso proprio qui nascerà la prima edizione della guida Gault&Millau Italia, che debutterà nel febbraio 2027 con sede nel capoluogo piemontese. “Ho lottato per avere qui la sede – ha spiegato Daniele Scaglia, futuro general manager e capo ispettore – sarà un faro per imprenditori, esperti e appassionati, uno strumento per entrare in contatto con il meglio della cucina e della cultura italiana”.






