Un lettore scrive:«Si parla sempre, giustamente, delle scale mobili e degli ascensori fermi nelle stazioni della Metro. Ma segnalo che anche nella stazione ferroviaria di Torino Rebaudengo Fossata scale mobili e ascensori sono, da anni, sempre fermi. Tra l'altro un punto che dovrebbe essere al centro di un grande progetto di mobilità (futuri linea della Metro e Terminal bus). Non si tratta di scale mobili o ascensori guasti, poiché, una volta riparati dovrebbero riprendere a funzionare, almeno per un po'. Utilizzo costantemente quella stazione e capita, ad esempio, che il sabato sia tutto fermo, la domenica sia tutto in funzione e il lunedì di nuovo tutto fermo (o in caso di particolare fortuna, una sola scala mobile funzionante). Il risultato è che se un invalido o un anziano dovesse accedere alla stazione o dal treno dovesse risalire in superficie si troverebbe nell'impossibilità di farlo. Di accedere cioè a un servizio pubblico. Che fare in questo caso? Telefonare a polizia o vigili del fuoco?».Walter Una lettrice scrive:«Nei giorni scorsi (21/23 luglio) nel cortile del condominio tra via Collegno 31 angolo via Susa 44 a Torino hanno abbattuto un meraviglioso Cedro che da non so quanto tempo viveva in quel luogo. Non so dire se era diventato troppo ingombrante per le case a fianco oppure se fosse malato quindi pericoloso e se soprattutto le autorità preposte fossero a conoscenza del taglio; certo sembrava godere di ottima salute. Ho tentato invano, con telefonate e mail, di avere informazioni o di sollecitare un controllo da parte della Forestale di Torino, il Comune per le aree verdi urbane ecc... ma oltre a lasciarmi attendere inutilmente al telefono a cui avevano girato la chiamata e che suonava senza che nessuno rispondesse o, peggio, dirmi che dovevo indagare io (con quale autorità?). Tutto inutile, ho perso solo un sacco di tempo! Adesso il Cedro non esiste più, dopo quattro giorni di abbattimento giustificato oppure no?».CriZam Un lettore scrive:«Segnalo la situazione attuale alle Molinette, nello specifico al COES (Centro Oncoematologico Subalpino). In tutto l'ospedale esiste un solo medico esperto di malattie della coagulazione, che cerca di svolgere il suo lavoro, ma il suo ambulatorio è costantemente pieno perché se c'è qualche emergenza in ospedale, come un infarto o un parto difficile, viene chiamata lei, lasciando noi pazienti ore e ore ad aspettare una visita. La norma è entrare alle 8 e uscire verso le 14, semplicemente per un prelievo e una visita di una decina di minuti, ma c'è anche chi è entrato alle 8 per uscire verso le 16. Inaccettabile, parlo da paziente con una malattia rara in cura da 30 anni. Per favore, assumete un altro specialista!».D. G. DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.
Specchio dei Tempi, le lettere di sabato 25 luglio 2026
Stazione Rebaudengo-Fossata inagibile per i disabili | Impossibile fermare l’abbattimento di un cedro | Al Coes Molinette serve un altro specialista







