HomePratoCronacaAcca, l’udienza verità. L’arringa dei pronto moda: "Non ritireremo denunce i Cobas ci risarciranno"All’Art Hotel nuova assemblea dei 250 gestori assistiti dall’avvocato Giudice. Il destino dei capi bloccati nei magazzini: lunedì si pronuncia il Riesame.L’avvocato Nunzio Giudice. Alle sue spalle i suoi assistiti: i pronto moda cinesiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGran parte dei nodi dell’intricatissima vertenza Acca stanno per venire al pettine. Lunedì alle 9 infatti è attesa l’udienza presso il tribunale del Riesame, adito dalla Procura in appello a seguito della mancata convalida da parte del gip di Prato del sequestro preventivo disposto per far sì che i gestori del pronto moda cinese potessero rientrare in possesso delle migliaia di colli stoccati e bloccati nei magazzini della Acca srl Seano, azienda di logistica in amministrazione controllata su cui pende una frode da 70 milioni di euro. Davanti ai cancelli di via Copernico, come noto, dal 18 giugno prosegue a oltranza il picchetto di protesta dei Sudd Cobas, a fianco dei 95 lavoratori (per lo più di origine pachistana) a rischio licenziamento.
All’Art Hotel, alla vigilia, ieri 250 imprenditori cinesi del distretto del pronto moda sono tornati a fare la voce grande, tutti assistiti dall’avvocato Nunzio Giudice. Il quale, affiancato dall’interprete per la traduzione in tempo reale, ha ripercorso l’iter giudiziario di una vicenda che ha conosciuto anche momenti di forte tensione a inizio mese quando a Seano è piombata la forza pubblica per sgomberare il picchetto dei Sudd Cobas.








