Prato, 1 luglio 2026 – “In qualità di imprenditori che nulla hanno a che fare con la vertenza Sudd Cobas/Acca Srl chiediamo con forza il ripristino della legalità da parte delle istituzioni con conseguente riconsegna delle merci ormai sequestrate dai Sudd Cobas dal 18 giugno scorso”. Gli imprenditori cinesi, titolari dei pronto moda che hanno le merci bloccate nei magazzini della Acca srl di via Copernico a Seano (Carmignano) finita nel mirino delle proteste del sindacato dopo l’annuncio del licenziamento di 100 operai, chiedono nuovamente, tramite l’avvocato Tiziano Veltri, l’intervento delle istituzioni per poter, a loro dire, “bloccare le merci che nulla hanno a che fare con la vertenza in corso alla Acca”. La manifestazione dei Sudd Cobas a Seano
La diffida degli imprenditori
"La prefettura non ha ancora convocato il tavolo per ordine e sicurezza e ieri è stata formalmente diffidata a non rimanere inerte – aggiungono gli imprenditori cinesi -. Se le merci non arriveranno a destinazione il 10 luglio non saranno più accettate dai clienti finali. I posti di lavoro dei dipendenti delle aziende saranno a rischio licenziamento. Riteniamo che non esistano lavoratori di serie A iscritti ai Sudd Cobas e lavoratori di serie B che fanno valere i propri diritti senza l’uso della violenza. Noi accettiamo di rinunciare a una parte della nostra libertà in favore dello Stato in quanto lo Stato si fa garante di mantenere ordine e sicurezza. Se chiunque agisse come da anni agisce liberamente Sudd Cobas torneremmo ad essere homo homini lupus. Noi non vogliamo la legge del più forte ma una legge uguale per tutti anche per i Sudd Cobas”.









