HomeFirenzeCronacaEro confuso, non riuscivo a dormire. Poi all’improvviso mi venne un’ideaComprai totani, branzino e cozze e iniziai a cucinare. Valentina era dai suoi, Emanuele la passò a prendereComprai totani, branzino e cozze e iniziai a cucinare. Valentina era dai suoi, Emanuele la passò a prendereRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciVichi
Ero solo, Valentina era andata a dormire a casa dei suoi. Avevo la testa piena di immagini confuse e di pensieri incompiuti. Era una fatica tenere a bada il cervello, ma dovevo trovare ad ogni costo una via d’uscita. Le zanzare non mi davano tregua, e nel buio cercavo di schiacciarmele sulla pelle con schiaffi decisi. A metà della notte accesi la luce e mi tirai su, con gli occhi spalancati. Mi era venuta un’idea. Forse avevo trovato la soluzione. Ci pensai bene, mi schiacciai addosso un paio di zanzare e alla fine decisi che valeva la pena provarci. Mi sentivo già più tranquillo, anche se non tutto era fatto. Spensi la luce e finalmente mi addormentai, per la felicità delle zanzare.
La mattina dopo chiamai Vale, cioè Valentina. "Ti chiedo scusa per ieri sera. Invitiamo Emanuele a cena qui da me, voglio rimediare" dissi, con voce tranquilla. Lei rimase in silenzio. "Faccio tutto io" aggiunsi. "Che hai in mente?" "Una bella cena di pesce." "Non parlavo della cena. Che hai in mente?" "Voglio solo far vedere alla mia donna che so comportarmi da uomo.’’ "Lo giuri?" "Certo." "Giuralo." "Lo giuro." "Ok, va bene. Lo invito per stasera." "E se non può?" "Sono sicura che se glielo chiedo io..." "Vado a fare la spesa" dissi, e per non mandarla a fanculo riattaccai. Andai al mercato con un topo che mi andava su e giù nell’intestino. Comprai un chilo e mezzo di totani, un branzino da un chilo pescato nel mare e un bel po’ di cozze. Quando tornai a casa trovai nella segreteria un messaggio di Valentina. "Sono Vale... Ho chiamato Emanuele, per stasera va bene. Passa lui a prendermi a casa dei miei, così sei libero di cucinare. Alle otto e mezzo siamo da te."






