La sentenza25 luglio 2026 alle 00:44Respinto il ricorso dello Stato, dichiarati incostituzionali solo alcuni articoli

Fine vita, la Consulta salva la legge sarda ma boccia alcune disposizioni per violazione delle competenze dello Stato.

La sentenza

Con la sentenza 148, depositata ieri, la Corte costituzionale ha respinto le censure statali sull’intera legge 26/2025 in tema di aiuto al suicidio – come già successo per quella della Regione Toscana – ma ha dichiarato l’illegittimità di alcune sue disposizioni, in particolare, l’articolo 2, comma 1 (che irrigidisce i requisiti per l’accesso al suicidio assistito); l’articolo 4 (sui termini stringenti per il procedimento di verifica dei requisiti); l’articolo 4 comma 12 (riconoscendo la possibilità di decidere in ogni momento di sospendere o annullare l’erogazione del trattamento, si rivela del tutto incoerente con la struttura stessa del suicidio medicalmente assistito); l’articolo 5 (in base al quale le aziende sanitarie regionali forniscono il supporto tecnico e farmacologico) e l’articolo 4, comma 10 (sul termine di sette giorni dalla richiesta per la procedura).

La nota