«Se non esplodono le carceri è per il senso di responsabilità dei detenuti, non delle organizzazioni criminali o della mafia». Lo ha detto Sergio D’Elia, segretario dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, replicando alle parole del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. "Non c'è il controllo della mafia», ha aggiunto . Il segretario ha tracciato un quadro drammatico dell’Ucciardone, definendolo "un carcere totalmente fuori legge, una struttura anacronistica che va semplicemente chiusa». «Non c'è il rispetto minimo rispetto della dignità umana di chi è privato della libertà, ma anche della dignità e dei diritti del personale della polizia penitenziaria. Regna l’immondizia, in alcuni casi mancano persino gli sgabelli per potersi sedere a mangiare un pasto», ha concluso.Il segretario ha tracciato un quadro drammatico dell’Ucciardone, definendolo «un carcere totalmente fuori legge, una struttura anacronistica che va semplicemente chiusa». D’Elia ha descritto la situazione delle sezioni 9 e 10: «Lì non c'è il rispetto minimo della dignità umana di chi è privato della libertà, ma anche della dignità e dei diritti del personale della polizia penitenziaria. Regna l'immondizia, regna la mancanza totale, in alcuni casi mancano persino gli sgabelli per potersi sedere a mangiare un pasto». Il leader dell’associazione ha evidenziato come «la quasi totalità, se non tutti i detenuti, fanno uso di psicofarmaci». All’Ucciardone i detenuti sono 587 a fronte di 522 posti disponibili. Di fronte allo sfascio del sistema penitenziario italiano, quantificato in «18.000 detenuti in più rispetto agli spazi regolamentari e 15.000 agenti in meno», D’Elia ha lanciato un appello alla magistratura: «De Lucia dovrebbe accompagnarci nella proposta che noi facciamo di premiare questi comportamenti. Prevediamo 75 giorni a semestre di buona condotta, invece dei 45 attuali di liberazione anticipata: questo è il modo per rendere più vivibile il carcere per i detenuti e per i poliziotti e la polizia penitenziaria. Ma De Lucia fa lotta alla mafia e la mafia ci sarà finchè ci sarà l'antimafia». I dati raccolti confluiranno in un report dettagliato destinato al capo del Dap e al Presidente del Tribunale di Sorveglianza.