«Noi paghiamo il fatto che le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato. Vi sono call conference tra chi sta fuori, chi sta dentro e chi è in un altro carcere. La situazione carceraria italiana è complicata, vi è una quantità di persone superiore rispetto a quella che potrebbe contenere una struttura penitenziaria, non abbiamo un adeguato sistema di assistenza ai condannati, molti sono tossicodipendenti e non dovrebbero stare in carcere. Le carceri non esplodono soltanto perché i detenuti non vogliono farle esplodere, il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono». Lo ha detto Maurizio De Lucia, procuratore capo di Palermo nel corso di un incontro ai cantieri culturali della Zisa."L'impiego dell esercito? Un limitato apporto è utile"
La presidente Giorgia Meloni parla di portare l’esercito a Palermo? L’esercito per me deve fare l’esercito, ha compiti istituzionali diversi da quelli della polizia. Bisogna però anche essere pragmatici, in altri paesi da Parigi a Nizza, ci sono pattuglie operative sul territorio ma c'è da dire che questo non può essere un alibi. Altrimenti poi finito lo strumento dell’esercito a cosa si passa, ai caschi blu? Un limitato apporto, ossia una sostituzione nei presidi fissi le forze di polizia, è utile». Lo ha detto il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, durante un incontro ai cantieri culturali della Zisa.









