Il pm di Palermo: "Non esplodono soltanto perché i detenuti non vogliono". Antigone: tasso di sovraffollamento medio al 138,5%

Poco più di un anno fa, il 25 maggio 2025, il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia lanciava un allarme sull'emergenza dei penitenziari in Italia: "I boss continuano a parlarsi dal carcere, non riusciamo a fermarli".

Cosa ha detto De Lucia

Oggi il magistrato a capo della direzione distrettuale antimafia usa parole ancora più dure: "Le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato. Al loro interno girano anche armi da guerra. Ci sono call conference tra chi sta fuori, dentro e chi è in un altro carcere. Comunicazioni criptate o via web. Le carceri non esplodono solo perché i detenuti non vogliono farle esplodere". Aggiunge: "Il controllo appartiene alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono". Un messaggio per sensibilizzare il governo a intervenire rapidamente.

Le minacce alla giudice Consiglio