Un pastore statunitense ha citato in giudizio OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman dopo aver rischiato la vita a causa dei consigli sanitari forniti da ChatGPT. Il chatbot ha rassicurato l'uomo di fronte ai sintomi di un'embolia polmonare, patologia caratterizzata da un tasso di mortalit� del 30%, esortandolo a rimanere a riposo e a ignorare i solleciti di familiari e conoscenti che lo spingevano a recarsi in ospedale.
La vicenda vede coinvolto Scott Winters, utente nel caso specifico del modello GPT-4o, nota per un'impostazione particolarmente accondiscendente. Durante la crisi, la tecnologia ha convinto l'uomo che i segnali d'allarme non fossero pericolosi, facendo persino leva sulle sue convinzioni religiose e spingendolo all'immobilit� prolungata per settimane. Questa condotta, come poi riscontrato dai medici del reparto di terapia intensiva, ha aggravato il quadro clinico generando una serie di emboli multipli. Winters � sopravvissuto, ma ora deve affrontare un lungo percorso di riabilitazione fisica e psicologica.
La nuova causa legale contro OpenAI, depositata in tribunale in Florida, accusa l'azienda di negligenza e di esercizio abusivo della professione medica. Oltre al risarcimento dei danni economici, l'accusa chiede il blocco della funzione ChatGPT Health finch� organismi terzi e indipendenti non ne abbiano certificato la sicurezza. La richiesta punta anche a imporre salvaguardie pi� rigide, impedendo all'algoritmo di generare risposte su diagnosi e trattamenti specifici.












