MILANO – Il riaccendersi della crisi tra Stati Uniti e Iran e i timori legati agli investimenti sull’intelligenza artificiale tornano a scuotere i mercati. Da una parte il petrolio resta sopra quota 100 dollari, con i blocchi delle forniture che ora non riguardano più soltanto lo stretto di Hormuz ma anche quello di Bab-el Mandeb oltre all’export di petrolio russo bloccato nel Mar Nero. Dall’altra gli investitori guardando sempre con grande preoccupazione gli investimenti delle grandi aziende tecnologiche sull’intelligenza artificiale. L’Asia accusa il colpo con Tokyo che ha chiuso a -2,73% mentre l’Europa si muove cauta in mattinata.

Utili in calo per Volkswagen

Volkswagen ha chiuso il secondo trimestre con utili in netto calo a causa della crisi che sta colpendo la società e che pertanto sta valutando la possibilità di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro in tutto il mondo. Il gruppo automobilistico deve fare i conti con il netto calo delle vendite in Cina. Nello specifico, l'utile netto del secondo trimestre si è attestato a 1,54 miliardi di euro, con un calo del 32,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Milano piatta in avvio

La Borsa di Milano apre poco variata. L'indice Ftse Mib a -0,08% a quota 51.277 è frenato da St (-1,5%) e da Eni (-0,8%) in calo con il petrolio che è tornato a scendere sotto i 100 dollari.