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Cosimo Mazzotta

L'emendamento voluto dalla Lega, che impone di adeguare gli impianti dopo la tragedia di Alice. L'associazione Salvagente: tolta l'unica regola che avrebbe salvato vite da subito

Prima della politica è arrivata la cronaca. E la cronaca, ancora una volta, racconta la morte di una bambina. A poco più di una settimana dalla tragedia di Sestri Levante, costata la vita all’11enne Alice Ferrari, di Suisio, la Camera ha approvato con 244 voti favorevoli un emendamento al decreto Sport che introduce nuove misure per la sicurezza delle piscine. Un intervento definito «immediato» dalla maggioranza, ma giudicato insufficiente dalle associazioni che da anni chiedono una riforma organica del settore. Sullo sfondo resta una promessa che oggi torna inevitabilmente al centro del dibattito: quella fatta appena due mesi fa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che parlava della necessità di una legge per evitare che tragedie simili si ripetessero.

Le nuove misure per le piscineL’emendamento, che ora dovrà passare all’esame del Senato prima della conversione definitiva, prevede che tutte le piscine pubbliche, private aperte al pubblico e a uso collettivo siano dotate di sistemi di ricircolo e prese di aspirazione capaci di impedire il cosiddetto effetto ventosa. Chi non rispetterà i nuovi requisiti sarà soggetto alla chiusura immediata dell’impianto fino all’adeguamento. È stato inoltre istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche.