Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Le consegne degli stupefacenti non solo via mare, utilizzando i containers scaricati al porto di Gioia Tauro. La holding della cocaina nelle potenti mani della ’ndrina Alvaro di Sinopoli, i narcotrafficanti stroncati all'alba di mercoledì dal blitz dei Carabinieri e della Procura distrettuale antimafia con 35 arresti, non disdegnava la consegna (nella fase terminale della spedizione) utilizzando piccoli aerei. Un dato che gli inquirenti ricavano da una conversazione intercettata. Sono due degli indagati a commentare stizziti l'evoluzione dei fatti: l’aereo incaricato del trasporto della droga, durante l’atterraggio, aveva subito la rottura dell’ala e, di conseguenza, la roba era stata nascosta temporaneamente in un luogo considerato sicuro. «Per il lavoro è successo un mezzo casino e sto aspettando che ci contattano a dirci che il lavoro è al sicuro»; pausa di imprecazione, preoccupazione e timore di un possibile blitz degli odiati sbirri ed un altro di passaggio che fa presagire il disastro dell'affare saltato e del carico di “bianca” andato in fumo: «Doveva essere tutto apposto sabato, ma il pilota ha fatto cazzata. Ha rotto un'ala mentre atterrava, hanno dovuto scaricare la roba e portarla in sicurezza ma ancora non so nulla non hanno chiamato».












