Pubblicato il: 27/08/2026 – 7:00

REGGIO CALABRIA Due chili di cocaina caricati all’alba dentro un’autovettura modificata, l’ombra del mercato siciliano da conquistare «facendo la differenza» e una trattativa parallela pronta a movimentare altri cinque chili di stupefacente della qualità più pregiata. È un ritratto d’insieme di estrema operatività quello che emerge tra le pagine dell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda, nell’ambito dell’inchiesta sui traffici di droga gestiti dalla cosca Alvaro. Al centro della ricostruzione degli inquirenti figurano le manovre di Francesco Alvaro – affiancato nelle imputazioni provvisorie da Cosimo Damiano Gallace e con la regia del padre Vincenzo Alvaro – nel vivo delle trattative con un acquirente non identificato sulla piattaforma di messaggistica criptata Sky ECC. Elementi che per i magistrati reggini provano in modo inequivocabile l’esistenza di un’attività di spaccio strutturata, con ruoli ben definiti tra fornitori, intermediari e corrieri al servizio della cosca.

I marchi del narcotraffico e i nascondigli nelle auto

La transazione prende il via il 22 febbraio 2021, subito dopo la cessione di una partita da 17 chili di cocaina. Francesco Alvaro avvia le interlocuzioni inviando all’interlocutore la fotografia del nuovo stupefacente disponibile: «E questo è il prodotto che avevi visto amico». Il compratore dimostra subito entusiasmo – «Buona già si vede; Cerchiamo di rompere il mercato» – e sollecita l’organizzazione delle consegne: «Invece per la coca organizziamoci bene prezzo è tutto». Nel corso dei messaggi emerge anche l’interesse per un carico di marijuana proposta da Alvaro come intermediario. Il piano esecutivo per la cocaina scatta la mattina del 23 febbraio. Alvaro garantisce la massima logistica, promettendo di sfruttare la manodopera specializzata del gruppo per occultare i panetti nell’auto del corriere. All’arrivo dell’emissario – definito in chat «un corriere amico di lusso» – Alvaro dispone l’invio di due “pacchi” da un chilo con marchi differenti, uno denominato “Africa” e l’altro “RCN”: «Un amico mio ne ha mandati 5 nelle tue zone e nessuno si è lamentato», rassicura il venditore dopo aver precisato che «la assaggiata il tuo corriere ha detto che è ok». I due panetti vengono infine stipati a fatica nell’abitacolo.