Circa 287 milioni di persone nel mondo convivono con un'epatite virale cronica, infezioni che provocano circa 1,3 milioni di decessi, pari a oltre 3.500 morti al giorno. Vaccini e terapie efficaci hanno cambiato la storia di queste infezioni, ma una quota rilevante dei casi resta ancora senza diagnosi. In occasione dellaGiornata Mondiale dell'Epatite, che si celebra il 28 luglio, l'Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli) richiama l'attenzione sul "sommerso", uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell'obiettivo di eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

La Giornata Mondiale dell'Epatite è stata istituita dall'Oms in concomitanza con l'anniversario della nascita diBaruch Blumberg, premio Nobel per la Medicina nel 1976 per la scoperta del virus dell'epatite B e per lo sviluppo del primo vaccino. Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace, l'Oms stima che nel 2023 Hav abbia causato circa 35.600 decessi nel mondo. Anche Hev rappresenta una causa rilevante di epatite acuta a livello globale. Dei circa 287 milioni di persone che convivono con un'epatite virale, 240 milioni sono affette da Hbv e 47 milioni da Hcv. A questo si aggiunge la coinfezione da Hdv, che interessa circa il 5% delle persone con infezione cronica da Hbv, circa 12 milioni di individui. "Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono di intervenire efficacemente su molte forme di epatite virale. La sfida è fare in modo che raggiungano chi ne ha bisogno - affermaPierangelo Clerici, presidente di Amcli. - In questo percorso la diagnosi microbiologica è il punto di partenza".