| 2 Agosto 2026 12:08 |
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ROMA (ITALPRESS) – Il 28 luglio si è celebrata la Giornata mondiale contro le epatiti, un’occasione per diffondere il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che invita a mettere in atto iniziative per porre fine all’epatite come problema di salute pubblica. Lo rende noto l’Istituto Superiore di Sanità. Le stime dell’OMS sono esplicite: 287 milioni di persone nel mondo convivono con epatite cronica da virus B (HBV) e C (HCV). Ogni anno, si registrano quasi due milioni di nuovi casi e oltre 1,3 milioni di persone muoiono a causa di patologie quali cirrosi e cancro del fegato: il numero di decessi più alto tra tutte le malattie infettive. A queste si aggiungono molte persone, sottolinea la World Hepatitis Alliance sul sito dedicato alla giornata, che non hanno sintomi, e scoprono quindi di avere la malattia quando è troppo tardi.
Le epatiti croniche da virus B e C sono diffuse anche nel nostro paese, sebbene le nuove infezioni siano segnalate in calo. Inoltre, le infezioni da virus dell’epatite A (HAV) ed E (HEV) sono largamente diffuse nei paesi con bassi standard igienico-sanitari ma si verificano anche nei paesi europei, Italia inclusa, sia con casi sporadici che con focolai epidemici (approfondisci qui). Eliminare le epatiti, ricorda l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), significa prevenire la cirrosi, i tumori del fegato, i ricoveri e le morti evitabili. In Italia le epatiti virali hanno rappresentato per molti anni una grave emergenza di salute pubblica: circa dieci anni fa la mortalità correlata era quasi tre volte superiore a quella osservata oggi. I progressi ottenuti grazie alla diagnosi e alle terapie antivirali dimostrano che queste malattie possono essere prevenute e curate, ma la guardia non deve essere abbassata. Oggi disponiamo di test semplici e terapie altamente efficaci; per questo è fondamentale aderire allo screening, eseguire il test almeno una volta nella vita e cogliere ogni occasione per una diagnosi precoce. La lotta alle epatiti deve essere considerata, a tutti gli effetti, una strategia di contrasto al cancro, attraverso la vaccinazione anti-HBV, la diagnosi precoce e la cura dell’epatite C.
















