Il 28 luglio si celebra la Giornata mondiale contro l'epatite, un’infiammazione del fegato che può avere origine virale, non virale (per esempio legata ad abuso di alcol o farmaci) o autoimmune (in cui il sistema immunitario attacca il fegato). Le epatiti virali, più frequenti delle altre, sono causate dai virus Hav, Hbv, Hcv, Hdv, Hev (epatite A, B, C, D, E). Nel 2022 (ultimi dati disponibili), secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), le persone con epatite cronica da virus B e C nel mondo erano 304 milioni, con 1,3 milioni di morti. Una situazione cui porre urgentemente rimedio secondo l'Oms, che invita ad «agire ora per porre fine all'epatite come problema di salute pubblica entro il 2030».
Epatite B, l'appello degli scienziati: «Solo il 3% dei malati riceve le cure, ecco cosa serve fare»
In occasione della Giornata mondiale, pubblicato su 'Lancet Gastroenterology & Hepatology' un position paper internazionale che chiede di estendere la diffusione dei test diagnostici e allargare i criteri di accesso alle terapie






