| 23 Luglio 2026 20:02 |
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ROMA (ITALPRESS) – Le epatiti virali sono infezioni che colpiscono il fegato e sono causate principalmente dai virus A, B, C, D ed E. Nella maggioranza dei casi le epatiti A provocano infezioni acute che si risolvono spontaneamente; per le epatiti B c’è una vaccinazione molto efficace, ma una cura che nell’attesa di nuovi farmaci si limita a inibire la replica del virus; le epatiti C, come anche le B, possono diventare croniche aumentando il rischio di cirrosi e tumore del fegato; l’epatite D insorge in soggetti in cui è già presente il virus dell’epatite B; l’epatite E infine è la causa principale di epatite acuta nel mondo, che può dare luogo a epatite fulminante nella gravidanza e epatite cronica nella persona immunodepressa.
Ancora oggi le epatiti rappresentano una delle principali cause di morte per malattie infettive: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nel 2024 circa 287 milioni di persone convivevano con un’infezione cronica da epatite B o C, causa di 1,3 milioni di decessi. “Le epatiti sono infiammazioni del fegato che possono essere acute o croniche: in quest’ultimo caso possono portare alla cirrosi e, nei casi più gravi, al cancro. Esse sono causate da almeno cinque virus che hanno un effetto tossico nel fegato, innescano una risposta immunitaria e generano infiammazione: la cirrosi viene causata da una serie di cicatrici che si generano nel fegato in seguito proprio a un’infiammazione cronica”. Lo ha detto Mario Mondelli, professore emerito di Malattie infettive presso l’Università di Pavia, intervistato per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.







