Francoforte non si muove, almeno per ora. Nella riunione di politica monetaria di oggi, la quinta del 2026, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha confermato le attese della vigilia, lasciando invariati tutti e tre i tassi di riferimento: quello sui depositi resta al 2,25%, mentre le operazioni di rifinanziamento principali e marginali restano ancorate rispettivamente al 2,40% e al 2,65%.
Una decisione ampiamente prevista dagli analisti, che però non deve trarre in inganno chi in questi mesi sta valutando l'acquisto di una casa e la scelta del mutuo più conveniente. Perché se è vero che oggi la fotografia del mercato non cambia, i mercati stanno già scommettendo su uno scenario diverso per l'autunno, uno scenario che potrebbe rimescolare le carte tra tasso fisso e tasso variabile.
Il variabile resta più conveniente, ma il margine si assottiglia
Guardando ai dati dell'Osservatorio di MutuiOnline.it aggiornati a luglio, il tasso medio applicato ai mutui variabili a 20 e 30 anni è salito dal 2,58% al 2,80%, un rialzo che arriva come conseguenza diretta della stretta decisa dalla BCE lo scorso 11 giugno. Nonostante l'aumento, il variabile continua a costare meno del fisso, il cui tasso medio si attesta oggi al 3,33%.
















