Dopo settimane di trattative e resistenze interne, l’Unione europea ha approvato il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Le nuove misure puntano soprattutto a ridurre le entrate energetiche del Cremlino e a chiudere alcuni dei canali finanziari utilizzati per aggirare le restrizioni occidentali. «Accolgo con favore l’accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia», ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «In un momento in cui l’Ucraina ha acquisito slancio militare, le nostre sanzioni continuano a indebolire le basi economiche dello sforzo bellico russo».

Il pacchetto estende il divieto di transazioni ad altre 32 banche russe e colpisce società legate alle criptovalute, piattaforme per il commercio del petrolio e operatori sospettati di favorire l’elusione delle sanzioni. Bruxelles vuole intervenire non soltanto sugli istituti con sede in Russia, ma anche sugli intermediari e sulle reti create fuori dal paese per continuare a finanziare e rifornire l’apparato militare.

«Abbiamo aggiunto altre 32 banche russe alla nostra lista di soggetti sottoposti al divieto di effettuare transazioni, così come società operanti nel settore delle criptovalute e piattaforme di commercio petrolifero», ha spiegato von der Leyen.