Raggiunta in mattinata l’intesa sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia dopo settimane di negoziato. Il divieto di trasporto di gas russo verso Paesi terzi è stato risolto con una proroga di lunga durata, mentre il tetto al prezzo del greggio russo è stato congelato per dodici mesi

L’Unione europea ha trovato l’accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’intesa è arrivata giovedì mattina a Bruxelles, al termine di un negoziato che si era trascinato per settimane e che nelle ultime ore era sembrato destinato a slittare oltre la pausa estiva, a poche ore di distanza dalla riunione degli ambasciatori di mercoledì sera, teoricamente l’ultima prima di agosto, che si era chiusa ancora una volta senza risultato, lasciando prevedere che l’accordo non sarebbe stato raggiunto nel breve periodo.

Il nodo cruciale rimaneva il divieto per le compagnie europee di trasportare gas russo verso clienti al di fuori dell’Unione, contro il quale la Grecia manteneva una netta posizione di veto. Le ragioni di Atene sono note e hanno a che fare con il peso specifico della sua marina mercantile: la flotta greca conta oltre cinquemila navi e trasporta circa un quinto del carico mondiale in termini di tonnellaggio, più di qualsiasi altro Paese, oltre a disporre della maggiore capacità al mondo nel segmento del Gnl. Tra gli operatori interessati c’è Dynagas, una delle poche compagnie in grado di impiegare navi rinforzate per il ghiaccio capaci di raggiungere il terminale russo sull’Oceano Artico. L’argomento portato al tavolo dal governo greco è che un divieto europeo non fermerebbe i traffici, ma spingerebbe semplicemente le navi a registrarsi altrove, sottraendole alla vigilanza dell’Unione.