Bruxelles – L’Unione europea muove “un altro passo decisivo per intensificare la pressione sulla Russia”. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, mostra soddisfazione per l’accordo trovato sul 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Federazione russa. Una soddisfazione che sa di sospiro di sollievo per un negoziato mai veramente in discesa e al contrario costellato da divisioni, dubbi, tentannamenti che alla fine producono un risultato al ribasso rispetto alle ambizioni iniziali.Il nuovo insieme di misure restrittive era stato annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a inizio giugno. Ci sono voluti quasi due mesi per trovare una quadra, e alla fine il risultato si è portato a casa perché si doveva portare a casa. Gli Stati membri, come annunciato, hanno incontrato difficoltà a calcare la mano e quindi alla fine si è scelta la linea della continuità, come da orientamenti iniziali.Le nuove misure: restrizioni su energia e nuova stretta sulla navi ombraViene estesa per altri 12 mesi la limitazione del prezzo del petrolio, il cosiddetto ‘price cap’. Ciò mantiene il tetto massimo a 44,7 dollari, significativamente al di sotto del prezzo di mercato attuale. Introdotto per la prima volta nel dicembre del 2022, il provvedimento prevede che le compagnie europee possano partecipare al trasporto del petrolio russo solo se questo viene venduto sotto un certo prezzo massimo. A partire dall’anno scorso, questa soglia è stata resa ‘variabile’, fissandola al 15 per cento al di sotto del prezzo medio di mercato. Questa misura, spiegano a Bruxelles, priverà la Russia di ingenti entrate petrolifere in un contesto di volatilità dei mercati energetici.
UE, c'è l'intesa: via libera al 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Dopo quasi due mesi di confronti e non pochi dubbi via libera degli Stati membri al 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia












