Roma, 25 lug. (askanews) – Il Consiglio Ue ha, infine, adottato il 23 luglio a Bruxelles il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia in risposta alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il pacchetto include severe sanzioni economiche che colpiscono i settori che hanno il maggiore impatto sull’economia russa e sulla sua capacità di alimentare la guerra, e il più grande numero di entità inseriti in liste di sanzioni individuali degli ultimi quattro anni, per un totale di 218, di cui 48 persone fisiche e 170 entità.
‘Il 21esimo pacchetto – spiega il Consiglio in una nota – mira a paralizzare ulteriormente l’economia e la macchina bellica russa. Fa seguito ai recenti e brutali attacchi militari russi che hanno deliberatamente preso di mira infrastrutture civili, tra cui impianti energetici, idrici e sanitari, siti culturali e religiosi, causando gravi disagi alla popolazione civile. L’Ue resta determinata a mantenere e intensificare la pressione sulla Russia affinché cessi la sua brutale guerra di aggressione e si impegni in negoziati significativi per una pace giusta e duratura’.
‘Con ogni ciclo di sanzioni – afferma nella nota l’Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio Affari esteri, Kaja Kallas – mettiamo sotto pressione l’economia russa e la sua capacità di prolungare la sua guerra illegale’. Il nuovo pacchetto, aggiunge Kallas, colpisce ‘oltre cento banche e operatori di criptovalute, più di 40 navi della flotta ombra russa e diverse raffinerie di petrolio in Russia e Bielorussia. Sono incluse oltre 50 entità militari-industriali, attori chiave coinvolti nella produzione dei droni a lungo raggio russi’. ‘La Russia negozierà per porre fine alla sua guerra illegale e smettere di uccidere civili Solo se sarà sottoposta a pressioni per farlo. Le sanzioni aumentano queste pressioni’, conclude l’Alta Rappresentante.














